Fatturazione Elettronica – nessun obbligo di emissione, ricezione e conservazione elettronica per minimi e forfettari

Fatturazione Elettronica – nessun obbligo di emissione, ricezione e conservazione elettronica per minimi e forfettari

L’Agenzia delle entrate ha precisato che i soggetti che rientrano nel regime forfettario (art. 1, commi da 54 a 89 L.190/2014) e nel regime di vantaggio (art. 27, commi 1 e 2, DL 98/2011), nonché i piccoli produttori agricoli (art. 34, comma 6 DPR 633/1972) non sono obbligati a ricevere e a conservare elettronicamente le fatture di acquisto emesse dai propri fornitori.

È stato, in tal modo, sciolto un importante dubbio che la CNA aveva posto all’attenzione dei referenti istituzionali.

Come è noto, per espressa previsione normativa, tali soggetti sono esonerati dall’obbligo di emissione della fattura elettronica, ben potendo dal 1 gennaio 2019 continuare ad emettere fatture cartacee, ma non si aveva certezza su come dovessero trattare le fatture ricevute dai propri fornitori.

Con una FAQ, l’Amministrazione finanziaria ha chiarito che i soggetti obbligati ad mettere fattura elettronica dovranno consegnare copia della fattura elettronica emessa, in formato analogico o elettronico, a tutti i soggetti non rientranti nell’obbligo della e-fattura, quali: soggetti in regime forfettario o di vantaggio, consumatori finali, condomini ed enti non commerciali.

Resta inteso che, pur non essendo obbligati, è nella piena facoltà di tali soggetti decidere di entrare a far parte del mondo della fatturazione elettronica ed adeguarsi, dal prossimo 1 gennaio, alle nuove regole sia per quanto riguarda le fatture di vendita che di acquisto.

Leggi le Domande Frequenti FAQ dell'Agenzia delle Entrate

Le fatture emesse dai minimi, forfettari nonché in regime di vantaggio, verso operatori IVA residenti e stabiliti non sono più soggette ad alcuna forma di comunicazione (spesometro)?

L’articolo 1, comma 3bis, del d.Lgs. n. 127/15 stabilisce un obbligo di comunicazione dei dati delle sole fatture relative ad operazioni transfrontaliere, cioè quelle da o verso soggetti non residenti o non stabiliti nel territorio dello Stato; inoltre la legge di Bilancio 2018 ha abrogato l’art. 21 del d.l. n. 78/2010 con riferimento alle operazioni di cessione di beni e prestazioni di servizi effettuate a partire dal 1° gennaio 2019 (c.d. “nuovo spesometro”). Conseguentemente, per le fatture ricevute da un soggetto passivo IVA che rientra nel regime forfettario o di vantaggio a partire dal 1° gennaio 2019 non sussisterà più l’obbligo di comunicazione “spesometro”.