Abusivi in nero nelle case, centri e saloni ancora chiusi: la Cna: “La categoria non può aspettare giugno”

Abusivi in nero nelle case, centri e saloni ancora chiusi: la Cna: “La categoria non può aspettare giugno”

Gallipoli – Sono in grado di assicurare nei loro centri il massimo di garanzie sanitarie e professionali ma non accettano il probabile rinvio della riapertura all’1 giugno: sono parrucchieri, estetisti, addetti alla cura della persona che hanno dovuto chiudere i centri mentre si apriva e si allargava il già consistente campo popolato dagli abusivi.

La protesta è firmata Cna, Confederazione nazionale artigiani, nazionale e provinciale. “Desta sconcerto e rabbia il fatto che nel Decreto del Presidente del Consiglio del 26 aprile non si faccia alcuna menzione a una possibile data di riapertura delle imprese di acconciatura ed estetica. L’ennesima dichiarazione in conferenza stampa del presidente del Consiglio, che lascia intendere uno slittamento del riavvio di tali attività a giugno, è intollerabile. Rappresenta una condanna a morte per l’intero settore”, si legge nella nota della Cna di Roma.

“Si tratta di un settore che, con 135mila imprese e oltre 260mila addetti, partecipa in maniera determinante all’economia italiana, oltre a essere essenziale per garantire il benessere della popolazione”, si fa notare nella nota dell’organizzazione.

Benessere personale e attività abusiva rappresentano uno dei motivi di maggiore preoccupazione. “Intanto per la sicurezza dei clienti che in una casa privata non può essere assolutamente garantita. E poi – afferma Anna Barbieri, presidente provinciale della categoria Sanità e Benessere della Cna – perché si consente e infatti prolifera una concorrenza sleale di coloro che si offrono di andare nelle abitazioni e tutto esentasse”.

“Questa è la questione principale“, insiste la presidente Barbieri. “La Cna chiede che acconciatori ed estetiste possano riprendere a breve la loro attività. Il comparto, a tutela di clienti e dipendenti, può già offrire tutte le garanzie necessarie a riaprire saloni di acconciatura e centri estetici nella massima sicurezza, rispettoso delle più rigorose norme e procedure igienico-sanitarie”.

“Se il Governo ritiene che debbano essere definite ulteriori condizioni – è l’invito – che le definisca da subito per consentire di riaprire al più presto. Le imprese sono ormai allo stremo delle forze – conclude la nota nazionale – e le loro condizioni finanziarie sono così gravi da destare preoccupazione anche sul fronte della tenuta sociale di scelte scellerate come quella di una chiusura così prolungata. La disperazione si sta trasformando in rivolta”.